Ho’oponopono di gruppo

Facilitazione olistica

“È una ben povera memoria quella che funziona solo all’indietro.” Lewis Carrol


Se vuoi sapere  che cos’è l’Hoponopono di gruppo devi innanzitutto conoscere i suoi numerosi benefici. Esso  riattiva la tua energia vitale, migliora la tua capacità di comunicare e di ascoltare, ti conduce verso uno stato di riconciliazione e di gratitudine, ti mette in comunicazione con le tue radici terrene e spirituali, ti apre a nuove ispirazioni e intuizioni.
Esso si pone di trasformare energeticamente le memorie dolorose e di facilitare la risoluzione dei conflitti. Come avviene l’Hoponopono di gruppo? Dopo che l’operatore olistico, o facilitatore, ha dato una chiara illustrazione su come funzionano i campi di energia e sul rapporto tra mente conscia, subconscia e  sistema, ogni partecipante pone il proprio tema agli altri. Tutto il gruppo ascolta in uno stato di empatia e di assenza di giudizio in cui, per ognuno, l’altro è un aspetto di sé.
Dopo aver rilevato le connessioni e le somiglianze tra i partecipanti, ognuno prende un feticcio che rappresenta la memoria da trasformare (tipo un pupazzetto playmobil o un sasso) e tenendolo in mano, decide di prendersi cura di lui. Quando i partecipanti entrano nel gruppo, uomini o donne che siano, diventano tutti “Huane” che significa: “la madre”. Tutti, come madri, entrano nel gruppo con l’intenzione di prendersi cura della memoria che desiderano trasformare. Ognuno si occupa del suo pezzettino. Questa memoria si chiama “Unihipili” , ovvero, il bambino. Il bambino possiede tutte le informazioni necessarie affinché “Aumakua”, ovvero il padre (o l’universo), compia un processo di trasformazione. La meditazione guidata che segue mette ognuno in connessione con il proprio bambino, ovvero la con la propria memoria.
Dopodiché, attraverso il mantra :” Mi dispiace ti amo, perdonami, grazie”, si sperimenta uno stato di connessione che libera immagini e  sensazioni  legate all’origine della memoria. Se queste immagini non giungono, solitamente è perché la mente conscia vuole controllare la realtà anziché prendersi cura della memoria, ma nonostante tutto, Ho’oponopono agisce lo stesso, poiché la persona che lo pratica sperimenta nuove consapevolezze e chiarimenti, anche nei giorni successivi alla pratica. Una volta consegnato il bambino, Unihipili, ad Aumakua ( suo padre, ovvero l’universo ), i partecipanti percepiscono uno stato di vuoto fertile. In questo vuoto, essi possono compiere una preghiera che in Hawaiano si chiama “Haipule”, ovvero connettersi con il l’aspirazione più vera del loro cuore ed evocare in loro stessi la sensazione di “andare con successo insieme all’universo…”.  
Ma non è tutto qui : durante un buon cerchio di Ho’oponopono possono giungere inaspettati messaggi d’amore da altre dimensioni…

 É adatto:

• per coloro che desiderano fare un percorso di crescita spirituale e personale dolce e profondo
• per coloro che cercano una certa autonomia nella risoluzione dei conflitti
• per coloro che desiderano facilitare il loro percorso di armonizzazione
• per coloro che desiderano incontrare una pratica seria e costante nella trasformazione delle memorie dolorose

Le recensioni
dei clienti

  • "Quando ho incontrato Monia per la prima volta ho sentito di essere al sicuro. Non è una guru e non vuole esserlo. È una donna di oggi, competente, appassionante, intuitiva ed intelligente".

    Camilla R. 

  • “Non avrei mai pensato di affidarmi a un gruppo di "facilitazione olistica", ma  da quando pratico Ho'oponopono mi sento profondamente rinnovato".

    Claudio P.

  • "Ho incontrato Monia circa cinque anni fa. Durante il primo incontro non l’avevo capita. Poi,  mi sono resa conto di quanto lei avesse visto tutto in anticipo. Ovviamente sono tornata".

    Piera D. S.

  • "La mia azienda ha cercato Monia per alcune attività di supervisione. La sua presenza ha creato sconcerto e diffidenza in ufficio. Dopo circa un anno, i miei colleghi ed io, abbiamo compreso lo spessore dell’esperienza fatta e ci siamo ricreduti: lei è speciale!"

    Marcella D. U.

  • “Ero sfinito dopo la separazione dalla madre dei miei figli. Grazie ai gruppi con lei mi sono aperto a me stesso. Ora comunico meglio con gli altri e mi sento più libero ed estroverso".

    Filippo C.

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